BIOPLASTICHE – Dal rifiuto ingombrante alla generazione valori eco-friendly

La ricerca nel campo della bioplastica nasce dall’esigenza, sempre più urgente, di trovare soluzioni alternative allo sfrenato consumismo di massa. Esso contribuisce in maniera massiccia all’inquinamento dell’aria e dell’acqua che poi si riversa sul suolo, impoverendolo e “uccidendolo”.


Il suolo che calpestiamo ogni giorno è in pericolo. Diversi agenti lo depauperano mettendo a rischio il nostro futuro. Eppure basterebbe poco per rigenerare risorse anziché distruggerle. Un esempio? Il compost


“Già nel Medioevo avevano compreso quanto fosse rischioso impoverire un terreno dei suoi minerali.” Così recita l’incipit del sito Dalla terra alla terra: come la bioplastica può salvare il pianeta (greenandblue.it), un sito creato ad-hoc dal gruppo GEDI gruppo Editoriale S.p.A. per spiegare la questione del consumo di suolo in maniera intuitiva e semplice, avvalorato da giocose infografiche animate.

La questione cruciale è perciò proprio questa, comunicare alle masse il problema, e indicare anche soluzioni o spunti di riflessione per poter fare qualcosa, anche nel proprio piccolo.

“In Italia più del 4% del territorio è sterile e oltre il 21% è considerato a rischiodesertificazione.

Quando un terreno viene dichiarato sterile, significache non è più possibile coltivarci nulla, in quanto i livelli di acidi e di sale presenti non permetterebbero la crescita di alcunché.

Potremmo concretizzare con un esempio: poniamo che l’Italia costituisca il 100% del territorio coltivabile e che le 20 regioni costituiscano idealmente ciascuna il 5% dell’Italia. I dati ad oggi disponibili ci dicono che quasi un’intera regione non è più coltivabile. I dati forniti da Re Soil Foundation e dal FAO sono decisamente allarmanti.



Una soluzione efficace al problema è il riuso dei materiali di scarto che tutti noi, ogni giorno, gettiamo. In particolare il compost, che deriva dagli scarti alimentari, può essere una valida soluzione per ridare minerali e nutrienti a quei territori aridi e denutriti. Andando a monte del problema invece, una soluzione valida è quella delle bioplastiche. “La bioplastica è una rivoluzione per il settore dei rifiuti perché è in grado di dare vita a una bioeconomia circolare (dalla terra alla terra) in grado di rigenerare risorse anziché distruggerle, con ricadute positive sull'ambiente.”La difficoltà in questo caso è mantenere la confezione integra e preservare il prodotto. Alcune aziende hanno già abbracciato la filosofia green degli imballaggi, riducendo fino al 50% l’uso di plastica nella loro filiera produttiva



Un esempio virtuoso in questo settore è il MATER-BI, materiale innovativo ormai diffuso prodotto dall’azienda Novamont S.p.A. Il MATER-BI è una famiglia di bioplastiche completamente biodegradabili e compostabili con cui si realizzano soluzioni e prodotti a ridotto impatto ambientale per la vita di tutti i giorni. Esso, completamente biodegradabile, è fortemente usato per gli imballi di breve durata come i sacchetti “bio” per la spesa, oppure per prodotti usa e getta come i servizi di piatti e posate compostabili. L’utilizzo di questo materiale è innovativo anche in campi come l’agricoltura, dove le varie reti per la semenza o gli stecchi per le verdure alte vengono “abbandonati” sui campi a fine coltura, aiutando ad arricchire di nutrienti il terreno, oltre che ridurre il volume di scarti prodotti.


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